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Mercoledì, 24 Gennaio, 2018

Appalti pubblici tra competenza, legalità e innovazione

Con un valore di oltre 2mila miliardi di euro all’anno, il settore degli appalti in Europa costituisce il 14% del Prodotto interno lordo. Secondo i dati ANAC sulle aggiudicazioni superiori ai 40mila euro, in Italia il valore complessivo degli appalti nel 2016 è stato pari a 111,5 miliardi di euro. A determinare un calo dell’8,1% rispetto all’anno precedente, sarebbe stato il clima di l’incertezza generato dai tempi di approvazione del nuovo Codice degli Appalti, entrato in vigore nel maggio 2017, che ha rallentato gare e procedure.

Il 2017, dunque, ha visto la messa a punto del Codice degli Appalti, la cui attuazione, però, risulta ancora molto lenta, dal momento che mancano ancora due terzi dei provvedimenti attuativi. Tuttavia, se un’importante sfida si gioca sul fronte dell’attuazione normativa, nel 2018 occorrerà focalizzare l’attenzione anche su questioni applicative, prima fra tutte quella relativa al deficit di competenze interne alla PA, che rende complesso l’impiego degli strumenti del procurement e dell’innovazione.

L’auspicio, dunque, è che con la definizione e l’assestamento di un nuovo piano normativo si possa investire nell’efficienza e, soprattutto, nella digitalizzazione, che non consiste solo in un cambiamento procedurale ed organizzativo, ma in un vero e proprio volano di crescita per il Paese. A ciò, necessariamente, consegue l’esigenza di adeguare la capacità dei piani triennali di rispondere ai rapidi cambiamenti messi in atto dalla digitalizzazione, in particolare attraverso la valorizzazione di verifiche periodiche e attività di reporting.

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by Dr. Radut.