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Venerdì, 16 Febbraio, 2018

Smart Working: quali sfide per l’Italia?

Lo Smart Working, noto anche come Telework, Agile Working e Flexible Working, è un nuovo modello di organizzazione del lavoro subordinato che, attraverso l’adozione di politiche di flessibilità, mira a riaffermare l’equilibrio tra lavoro e vita privata, promuovendo il benessere e lo sviluppo delle persone e della società nel suo complesso. La restituzione di flessibilità e autonomia nella scelta di spazi, orari e strumenti da utilizzare, infatti, responsabilizza i lavoratori e favorisce rapporti di lavoro maggiormente orientati al risultato.

Sebbene le modalità di regolazione dello Smart Working nei Paesi dell’Ue varino in funzione di fattori quali cultura, diffusione di tecnologie e legislazione del lavoro, il fenomeno trova ampia diffusione in tutta Europa, sostenuto anche dal Parlamento Europeo, che con la risoluzione del 13/09/2016 ha promosso il “lavoro agile”. In Italia, la materia è disciplinata dalla Legge n. 81/2017, con cui si intende favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato, al fine di bilanciare obiettivi aziendali ed esigenze individuali.

L’introduzione di un modello di organizzazione del lavoro flessibile, infatti, produce benefici notevoli sia per le imprese sia per i lavoratori. Tra il 2013 e il 2017 il numero di smart worker è cresciuto oltre il 60% e circa la metà delle grandi aziende promuove iniziative volte ad incrementare la flessibilità nell’organizzazione del lavoro. Tuttavia, la prossima sfida per l’Italia si gioca sul terreno della PA e delle PMI, comparti significativi dell’economia italiana, che ad oggi sono interessati solo marginalmente dal fenomeno.

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by Dr. Radut.