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Venerdì, 7 Febbraio, 2020

Qualità dei servizi pubblici, CNEL: “Investire sulle competenze”

Il blocco del turn over e il conseguente impoverimento delle risorse umane, negli ultimi dieci anni, hanno influito negativamente sull’efficienza dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche, a fronte di oneri significativi per cittadini e imprese, le cui aspettative non vengono soddisfatte. A riferirlo è il CNEL, con la “Relazione 2019 al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche amministrazioni centrali e locali a imprese e cittadini”.

La Relazione, in particolare, analizza il grado di efficienza della gestione amministrativa focalizzandosi sul rapporto tra digitalizzazione e costi dei servizi. Sebbene all’interno dell’amministrazione pubblica siano stati intrapresi processi di digitalizzazione, la loro diffusione risulta ancora appesantita da un eccesso di regole e adempimenti procedurali. A ciò bisogna aggiungere l’innalzamento dell’età media, conseguenza del blocco del turn over, che non favorisce la diffusione di competenze adeguate alle potenzialità delle tecnologie digitali. Nonostante questo, i costi a carico di cittadini e imprese aumentano, come aumenta il grado di insoddisfazione per servizi caratterizzati da procedure macchinose e poco fluide, che non corrispondono alle aspettative.  

Tuttavia, il CNEL individua una possibile soluzione al problema nell’articolazione di un piano di investimenti a sostegno della formazione e dell’aggiornamento delle competenze del personale in servizio, che tenga conto dei reali fabbisogni e che proceda di pari passo con la ripresa della fase assunzionale nella PA. Nella Relazione, inoltre, viene sottolineato che, per lavorare sul potenziamento delle competenze, occorre anche modificare il paradigma di valutazione della performance delle amministrazioni pubbliche.

La valutazione della performance pubblica, infatti, non deve essere intesa come adempimento autoreferenziale, attraverso cui valorizzare esclusivamente le performance individuali. Piuttosto, si legge nella Relazione, “occorre cambiare il paradigma di valutazione dell’azione pubblica” e agire in funzione del miglioramento dei servizi erogati e del benessere percepito da cittadini e imprese, con l’obiettivo di creare Valore Pubblico.

Per consultare la Relazione, clicca qui.

 

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by Dr. Radut.