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Mercoledì, 15 Aprile, 2020

Smart working e performance: un nuovo paradigma per la PA

Il decreto-legge “Cura Italia” (DL 18/2020), adottato in risposta alla diffusione dell’epidemia di Covid-19, ha reso necessaria una riorganizzazione del lavoro al fine di tutelare i lavoratori pur garantendo il prosieguo delle attività. In particolare, l’art. 87 dispone che nella PA lo smart working diventi “la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa”. Tale disposizione rende necessaria la revisione dei processi di lavoro e contribuisce alla diffusione di un modello di organizzazione del lavoro basato sulla flessibilità, sull’utilizzo di piattaforme informatiche e sulla responsabilizzazione del singolo lavoratore.

L’introduzione dello smart working nella PA trova i suoi fondamenti legislativi nel Decreto Madia (Legge 124/2015) e nella Direttiva n. 3 del 2017 in materia di lavoro agile. L’obiettivo è l’affermazione di nuove modalità spazio-temporali di gestione del lavoro, volte a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e a incrementare la produttività. Nell’ordinamento italiano, infatti, lo smart working o lavoro agile è stato definito come “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.” (Legge 81/2017, art. 18).

Dalla recente esperienza è emersa la necessità di andare oltre l’approccio tradizionale al lavoro, lasciando spazio al cambiamento culturale necessario affinché lo smart working sia efficace. Infatti, la riorganizzazione delle attività, da sola, non è sufficiente. Piuttosto, occorre rivedere mansioni e profili, valorizzando le competenze trasversali che consentono di ambire a obiettivi di performance sfidanti, sia individuali che organizzativi. Per fare ciò, però, è necessario un cambio di paradigma gestionale per il quale l’attenzione si sposti dal controllo della presenza al controllo del lavoro effettuato e degli obiettivi effettivamente raggiunti.

Da questo punto di vista, Fleurs International continua ad affiancare i clienti nelle attività di performance management, supportando la PA nella riprogettazione organizzativa, nello sviluppo delle risorse umane, nella digitalizzazione dei processi e, infine, favorendo il cambio culturale di paradigma necessario per rendere il performance management non un semplice adempimento, ma uno strumento attraverso cui creare valore aggiunto all’attività della Pubblica Amministrazione.

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by Dr. Radut.